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CON IMAKE UN LABORATORIO DEDICATO ALLE TECNICHE DEL MONTAGGIO

ImmagineCome in una poesia il numero delle sillabe e la distribuzione degli accenti stabiliscono un rapporto che è armonia, misura, proporzione, così nel cinema il rapporto tra le varie scene determina armonia, misura, proporzione, cioè ritmo

All’improvviso giro un angolo e trovo un bambino che, credendo di non essere visto, con un sasso in mano mira verso un’invitante finestra. Mentre lancia il sasso vado con lo sguardo alla finestra per vedere se riesce a colpirla, poi istintivamente torno a guardarlo per vedere cosa vuole fare ancora, ma lui guarda un punto dietro le mie spalle, cambia espressione e scappa a tutta velocità. Mi giro e vedo un poliziotto che ha appena girato l’angolo.

La giustificazione fondamentale del montaggio sta nel fatto che esso riproduce il processo mentale ora descritto, cioè l’impiego del montaggio riproduce esattamente il modo in cui normalmente osserviamo la realtà.” Con queste parole lo scrittore ed archivista britannico, Ernest Lindgren, autore del celebre testo “The Art of the Film: An Introduction to Film Appreciation”, raffigura negli anni ’30 una delle prime immagini delle nuove tecniche di montaggio. Concetto radicalmente diverso se paragonato alle tecniche precedenti, ambientate su un’unica scena e con una cinepresa del tutto immobile. Brutalmente dunque l’arte del taglio e cucito ma in realtà una tecnica che, tramite una giusta combinazione delle immagini in movimento, dona senso, forma, ritmo e significato al prodotto audiovisivo.

Ma cos’è allora il montaggio? E’ il risultato di un’evoluzione dialettica basata sulla sperimentazione formale di alcuni registi ed in secondo luogo sulla maturazione dello sguardo degli spettatori. Il cinema è nato senza montaggio, anzi per i primi quindici anni lo ha quasi del tutto ignorato tuttavia oggi, apertosi anche alle nuove forme di digitalizzazione e di sincronizzazione, è considerato non solo un elemento essenziale del “linguaggio cinematografico e televisivo” ma anche e forse il più specifico. “Come in una poesia il numero delle sillabe e la distribuzione degli accenti stabiliscono un rapporto che è armonia, misura, proporzione, così nel cinema il rapporto tra le varie scene (che potranno essere tutte brevi, tutte lunghe, oppure brevi e lunghe, intervallate fra loro) determina armonia, misura, proporzione, cioè ritmo … (cit. Diego Cassani, editor video”)

Con tali presupposti è stato dunque pensato e progettato il laboratorio audiovisivo proposto dall’Apulia Film Commission all’interno dell’Academy di Imake. Il laboratorio dal titolo “Raccontare con il montaggio” è stato ideato dai coordinatori scientifici di AFC, Simone Salvemini e Salvatore Barbarossa con l’obiettivo di ripercorrere le principali tappe storiche del montaggio, approfondendo la conoscenza dei diversi linguaggi cinematografici ed audiovisivi. Obiettivo del laboratorio è quello di offrire ai corsisti un approfondimento specialistico sul ruolo del montaggio nel processo dello sviluppo filmico, evidenziando in particolare uno dei segmenti più creativi della filiera cinematografica. Il laboratorio, sviluppato in oltre 4 mesi di lavoro, ha visto la partecipazione di un qualificato gruppo di docenti e professionisti del settore, con riferimento in particolare al segmento post produttivo. In particolare con le testimonianze dei registi Davide Barletti (classe ’72, tra i fondatori della Fluid Video Crew Produzioni Audiovisive, co-autore di oltre 30 opere tra lungometraggi, cortometraggi e documentari), Nico Cirasola (classe ’51, attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano, tra gli ultimi lavori diretti Albania Blues, Bell’epoker, Focaccia Blues), Alessandro Piva (classe ’66, fotografo, montatore e sceneggiatore, regista de “La Capa Gira”,  “Mio Cognato”), Daniele Vicari (classe ’67, sceneggiatore, regista “Il Passato è una Terra Straniera”, “Diaz”, “La Nave Dolce”, vincitore nel 2003 del David di Donatello come miglior regista esordiente) e dei montatori Benni Atria (classe 62, sceneggiatore e montatore di più di 20 lavori tra cui “Il Riscatto”, “La Nave Dolce”, Nastro D’argento nel 2012 con “Diaz”,), Andrea Facchini (assistente alla regia con collaborazioni di registi come Edoardo Winspeare, montatore documentarista di “Vive Le Rock” e “L’Anima Attesa. Lo sguardo di Don Tonino Bello”), Roberto Perpignani (classe ’41, considerato uno dei più importanti montatori italiani avendo collaborato tra gli altri con Bertolucci, Bellocchio, i fratelli Taviani, Amelio) e Marco Spoletini (classe ’64, montatore e collaboratore abituale del regista Garrone con cui vince il David di Donatello con Gomorra nel 2009, vince anche il Nastro d’argento con L’imbalsamatore e Velocità Massima nel 2003).

Per conoscere più da vicino l’esperienza di Imake Aademy potete ripercorrere con le video clip realizzate direttamente in aula. Buona visione!

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